Heaton Park - OASIS FESTIVAL - 3days review
June 10th, 2009
Questa storia inizia a Venezia e termina a Liverpool ma nel mezzo non c’è solo il mare c’è anche e soprattutto una promessa.
Ebbene si, Liam Gallagher ha mantenuto la promessa fatta durante il nostro incontro a Venezia e così eccoci invitati ad assistere alle 3 sfavillanti date degli OASIS a Heaton Park. Aveva detto, penso a tutto io, per voi deve rimanere un ricordo bellissimo, e chiaramente così è stato.
04.06.09 - Il primo giorno del concerto partiamo in macchina da Liverpool, dove alloggiavamo, intorno alle 3 del pomeriggio, il primo pezzo di autostrada è scorrevole poi arrivati nei dintorni di Manchester il traffico è quasi fermo. Si cominciano ad intravedere i primi cartelli che indicano le deviazioni per i pullman diretti al concerto e si accendono le palpitazioni nei nostri cuori. Siamo eccitati all’inverosimile perchè sappiamo che assisteremo a qualcosa che verrà ricordato per parecchi anni. [guarda le foto e i video dello speciale]
L’emozione trova spazio in un parcheggio che improvvisiamo in una delle tante strade chiuse al traffico.
Ci rechiamo al primo cancello che vediamo per ritirare i nostri pass e ovviamente scopriamo che si tratta dell’entrata sbagliata, la nostra è dalla parte opposta, bisogna girare tutto intorno a Heaton Park e …….2km di cammino dopo siamo davanti all’ingresso delle guest list, ritiriamo, entriamo, ed inizia il godimento.
Nell’area hospitality c’è qualsiasi comfort, un bar, un fast-food, una gelateria, dei bei cessi, e soprattutto una zona coperta con bar e pista da ballo dove è già partito un dj set da gustare in piedi o seduti sui divanetti.
E soprattutto ci sono un sacco di amici sia degli OASIS che delle altre band che sono in scaletta per il concerto, tra loro l’immancabile Mani (bassista degli Stone Roses) che continuava a posare per foto.
Per accedere all’area concerto bisogna attraversare una zona transennata, davanti ci sono già i primi fortunati che si sono riusciti ad accaparrare i posti davanti, dietro ci sono gli altri 65000 fans, nel mezzo ci siamo noi intrappolati nella mezza luna ma comunque in una zona che permette di vedere bene il palco.
Alle 17.00 inizia a suonare il gruppo che sostituisce gli Enemy, poi alle 18.00 i Twisted Whels, e alle 19.05 circa partono i Kasabian, il pubblico è caldo, canta e lancia in aria bicchierate di piscio mentre si scorge oramai il tramonto, c’è un po’ di freddo e soprattutto c’è vento, motivo per cui decido che forse l’acquisto migliore sia una bella e calda felpa OASIS del merchandising mia per soli 35£.
Alle 20.15 i Kasabian finiscono il loro set, pausa e puntualmente alle 20.45 parte l’intro di Fuckin In The Bushes.
Gli OASIS arrivano sul palco salutano la folla e poi via con le scariche di Rock’n'roll Star.
Neanche 2 minuti di canzone che subito si avverte uno strano e sinistro vuoto nel suono, ma è un’istante, forse il vento forte…poi dopo altri 30 secondi arriva lo stop definitivo, non esce più suono, Chris Sharrock lancia le bacchette in aria, Noel è furioso, Liam sembra non capire ma è comunque nervoso e alla fine la band si ritira nel backstage.
Pochi minuti dopo gli OASIS tornano sul palco, attaccano con Lyla ma dopo una manciata di secondi di nuovo il vuoto, questa volta Noel è fuori di se, si capisce che la serata sta andando a farsi fottere.
Dall’area del mixer esce Marcus Russell che corre verso il backstage, immaginiamo anche il perchè, nella famiglia OASIS lui è: IL NEGOZIATORE, solo quando è presente lui Noel e Liam sono presenti entrambi e quindi se c’è qualcuno che può mettere a posto le cose vista la tragedia tecnica in corso quello è proprio Marcus.
Passano i minuti, si scorge del fumo bianco dietro al palco. Veniamo invitati a tornare nell’area hospitality perchè pare che gli OASIS non vogliano tornare a suonare e 70.000 persone incazzate fanno paura a chiunque. Poi partono i messaggi sui megaschermi, c’è stato un problema ad un generatore elettrico, si sta cercando di fare il possibile per ripristinare tutto e il concerto ripartirà…
Infatti dopo circa 20 minuti Liam e Noel tornano onstage, comunicano che la serata è diventata gratuita e che i biglietti saranno rimborsati.
Attaccano con The Shock Of The Lightning, oramai i problemi di poco prima sono solo un ricordo, anche perchè il pezzo successivo è Roll With It il primo pezzo nuovo in scaletta che scatena i fans e 70.000 persone si ritrovano insieme a saltare sul prato di Heaton Park. Questa è fottuta storia adesso! Unica nota Roll With It la canta solo Liam, Noel non lo accompagna nel coro del ritornello…
Comunque nel giro di un’ora e mezza viene snocciolata la scaletta solita con l’aggiunta di My Big Mouth, la struggente e strepitosa Half The World Away, e l’inossidabile Live Forever.
Sono passate le 23 quando il concerto finisce, superando abbondantemente la mezz’ora di ritardo rispetto alla scaletta.
Concerto finito, gente soddisfatta, non sembra neanche che questa sia stata la serata che i giornali il giorno dopo ricorderanno come la falsa partenza degli OASIS. No niente di tutto questo, la gente è felice si è goduta la serata comunque!
Tornati nell’area hospitality c’è solo il tempo di ascoltare qualche pezzo e bere una birra prima che la stanchezza ci riporti assonnati e felici nella nostra Liverpool.
04.06.09 - Il secondo giorno del concerto è di sabato, oggi partendo prima siamo riusciti ad entrare molto più tardi, il motivo è ovvio, c’è molta più gente. E in effetti questa è stata la prima data ad andare sold-out. Nell’area hospitality oggi è impossibile muoversi, oltre agli amici oggi sono presenti anche molti parenti degli OASIS e il doppio di giornalisti e fotografi.
Tra la folla si scorge un volto familiare, il 3° Gallagher, il buon vecchio Paul che salutiamo e inviatiamo a tornare in Italia per qualche concerto OASIS magari a Milano ma tocchiamo proprio il tasto sbagliato, non gli sta per niente simpatica Milano… (sarà per quella storia di Kakà….???).
Arriva a salutare parenti ed amici anche Chris Sharrock, e anche con lui abbiamo l’occasione di scambiare qualche battuta sulla serata precedente, è dispiaciuto per le interruzioni, ma gli spieghiamo che quasi nessun fan l’ha presa a male.
Degli altri gruppi si fa vedere anche Chris Edwards, bassista dei Kasabian, giusto una ventina di minuti prima di esibirsi per il loro set alle 19.05.
continua….
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