Review live - Dente @ MUDDY WATERS - Calvari - GE - 7 maggio 2010

May 8th, 2010

Ma che bravo Dente (Giuseppe Peveri). Sembra di vedere uno di quei disegni fatti dai bambini, scarni, a prima vista quasi vuoti, eppure così pieni di emozioni semplici e genuine.
Dente è arrivato sul palco del Muddy Waters con la sua Band (tastiera, basso e batteria,) dopo le 23 e ha messo in fila …una dopo l’altra quasi 1 ora e mezz di musica, Vieni a Vivere, Buon Appetito, Incubo dell’ultimo album, mescolate ai pezzi degli album precedenti che comunque il pubblico conosce e canta. Tra una canzone e l’altra Dente sfodera una volutamente banale ironia che diverte il pubblico e lascia allo spettacolo quell’aria scanzonata e rilassata che non è facile ritrovare in altri artisti. Il momento del vino che anticipa Quel Mazzolino, ha in me un vago ricordo Gucciniano, conterraneo di Dente, ma il confronto rimane, li, credo, o forse no. Comunque questo cantastorie è convincente, riesce a creare melodie pop che ti si arrampicano dentro, molto spesso ti fanno sorridere, a volte riflettere e piangere, ma credo che nel panorama italiano sia singolare il successo di questo talento e ci auguriamo che continui a crescere, perchè forse vorrebbe dire che tutti noi siamo diventati più semplici.

Nel repertorio non manca la cover di Guarda che Luna, di Fred Buscaglione, riarrangiata alla Dente, e nel finale dopo la splendida A Me Piace Lei, si chiude con La cena di Addio, pittorica e movimentata, un brillantino sul Dente…

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Ma che bravo Dente (Giuseppe Peveri). Sembra di vedere uno di quei disegni fatti dai bambini, scarni, a prima vista quasi vuoti, eppure così pieni di emozioni semplici e genuine.
Dente è arrivato sul palco del Muddy Waters con la sua Band (tastiera, basso e batteria,) dopo le 23 e ha messo in fila …una dopo l’altra quasi 1 ora e mezz di musica, Vieni a Vivere, Buon Appetito, Incubo dell’ultimo album, mescolate ai pezzi degli album precedenti che comunque il pubblico conosce e canta. Tra una canzone e l’altra Dente sfodera una volutamente banale ironia che diverte il pubblico e lascia allo spettacolo quell’aria scanzonata e rilassata che non è facile ritrovare in altri artisti. Il momento del vino che anticipa Quel Mazzolino, ha in me un vago ricordo Gucciniano, conterraneo di Dente, ma il confronto rimane, li, credo, o forse no. Comunque questo cantastorie è convincente, riesce a creare melodie pop che ti si arrampicano dentro, molto spesso ti fanno sorridere, a volte riflettere e piangere, ma credo che nel panorama italiano sia singolare il successo di questo talento e ci auguriamo che continui a crescere, perchè forse vorrebbe dire che tutti noi siamo diventati più semplici.

Nel repertorio non manca la cover di Guarda che Luna, di Fred Buscaglione, riarrangiata alla Dente, e nel finale dopo la splendida A Me Piace Lei, si chiude con La cena di Addio, pittorica e movimentata, un brillantino sul Dente…

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